Internazionalizzazione e TTIP occasione di crescita per l'agroalimentare italiano.

L’accordo bilaterale tra Usa e Ue è l’attività di maggior rilievo nel panorama delle regole del commercio internazionale; un mercato che interessa quasi un miliardo di abitanti del pianeta che si scambiano beni per circa mille miliardi di euro all’anno ed attivano in termini di interscambio, a livello mondiale, da sei a sette mila miliardi di euro. La rimozione degli ostacoli al commercio ed agli investimenti è l’obiettivo del trattato che per l’agroalimentare riguardano i dazi, le barriere non tariffarie, la sanità del cibo, le indicazioni geografiche e l’ambiente.
Nel settore agroalimentare, USA e UE importano ed esportano congiuntamente - e più o meno in parti uguali - sui mercati mondiali (escluso il traffico intra UE) circa un quinto del commercio agroalimentare globale (poco più di 350 miliardi di dollari per anno su 1.700 miliardi di dollari di scambi agroalimentari mondiali) e che nel corso dell’ultimo decennio i flussi commerciali dei prodotti di base agricoli sono aumentati del 20%. UE ed USA rappresentano, inoltre, il 15% circa del valore aggiunto agricolo del pianeta.
Sul TTIP, quindi, occorre una posizione di corretta apertura, accompagnata però anche da grandissima attenzione affinché gli interessi delle imprese agricole europee, ed in particolare italiane, siano salvaguardati ed anzi incrementati.
Internazionalizzazione e TTIP occasione di crescita per l'agroalimentare italiano.
Convegno moderato da Simone Spetia (Radio 24 - Il Sole 24Ore)
Cena con menu "internazionale" in collaborazione con Jeunes Restaurateurs d'Europe.
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