Mantova Jazz, 30 years of best jazz
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| Mantova Jazz |
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Arrivare a trenta edizioni è, per un festival jazz, motivo di grande orgoglio: ARCI e Circolo del Jazz, i due soggetti ideatori hanno saputo, da quel lontano 1981, col fondamentale contributo di istituzioni pubbliche e di privati sensibili ai valori dell’arte e della cultura, invitare a Mantova gli artisti più significativi della musica afro-americana. Una musica che si è da allora definitivamente imposta nella stessa Europa e in un’Italia sorprendentemente ricettiva e creativa. Questa trentesima edizione va dunque considerata un evento speciale, da festeggiare con un programma ricco e riteniamo, di particolare qualità. Vi sono grandi nomi statunitensi accanto ad altrettanto grandi nomi europei. E vi è, cosa che ci sentiamo di sottolineare, la sinergia con un territorio che, forse anche grazie a questo festival, si è rivelato jazzisticamente assai fertile.
Azioni
Dal 2000 Fachiro Strategic Design progetta l'identità visiva del festival Mantovajazz. Ogni edizione è caratterizzata da un tema, da scelte artistiche o da momenti storici significativi: questi fattori hanno determinato i vari concept visivi fino al 2010.
Il manifesto di Mantovajazz 2002 risente dell'eco dell'attentato al World Trade Center avvenuto qualche mese prima dell'inizio del festival. L'immagine del 2003 ha innescato appassionate polemiche sulla stampa locale attirando attenzione ed interesse nei confronti della rassegna. L'edizione 2006 ha risentito degli ingenti tagli alla cultura: l'idea del concept grafico è quella di utilizzare una frase di Salvatore Settis, direttore della Scuola Normale di Pisa, sul tema.
Oltre all'identità visiva Fachiro ha impostato il piano mezzi e prodotto tutti i materiali di comunicazione.
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